Castel Sant'Angelo e il ponte Sant'Angelo riflessi nel Tevere
Castel Sant'Angelo visto dal Tevere

Se c'è un edificio che racconta Roma meglio di qualunque museo, è Castel Sant'Angelo. Nasce nel secondo secolo come mausoleo dell'imperatore Adriano, cioè come tomba monumentale; diventa poi fortezza, prigione, rifugio dei papi e residenza; oggi è un museo statale. Ogni epoca ha aggiunto qualcosa senza cancellare quello che c'era prima, ed è esattamente questo che si vede salendo.

La rampa, le sale, la terrazza

Il percorso di visita segue in gran parte la logica dell'edificio: si entra nel basamento circolare e si sale lungo una rampa elicoidale che è quella romana originaria, poi si passa nelle sale rinascimentali decorate per i papi, si attraversano i cortili, le prigioni e l'appartamento papale, e infine si arriva sulla terrazza in cima.

Da là sopra la vista è a trecentosessanta gradi: da un lato la cupola di San Pietro con via della Conciliazione che ci punta diritta, dall'altro il Tevere che curva e i tetti del centro storico. È il momento per cui vale il biglietto, e conviene tenerlo per ultimo.

L'angelo e il nome

In cima all'edificio c'è la statua di un angelo che rinfodera la spada: è la scultura in bronzo settecentesca che ha dato all'edificio il nome con cui lo conosciamo. Il nome viene da una tradizione medievale legata alla fine di una pestilenza, quando si racconta che un angelo fosse apparso sulla cima del mausoleo nell'atto di riporre la spada.

Il Passetto di Borgo

Dal castello parte il Passetto di Borgo, il corridoio fortificato sopraelevato che lo collega ai Palazzi Vaticani. Fu costruito nel Medioevo come via di fuga per i papi, e almeno una volta servì davvero. Dall'esterno si vede benissimo camminando lungo Borgo Sant'Angelo: è quel muro alto e continuo che corre parallelo alla strada.

Orari e giorni di chiusura del museo, così come le eventuali aperture serali estive, variano durante l'anno. Verificate sul sito ufficiale del Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo prima di andare, e se possibile prenotate il biglietto online.

Il castello nella storia della città

Ci sono due momenti in cui Castel Sant'Angelo ha contato più di qualunque altro edificio di Roma. Il primo è il Medioevo, quando la famiglia che ne aveva il controllo controllava di fatto l'accesso alla città dal nord: chi teneva il castello teneva il ponte, e chi teneva il ponte decideva chi entrava. Il secondo è il Cinquecento, quando l'edificio funzionò davvero come rifugio papale durante l'assedio della città, e il Passetto di Borgo smise di essere una precauzione teorica.

È anche stato carcere per lungo tempo, e le celle si visitano: sono la parte del percorso che colpisce di più chi si aspettava solo sale affrescate. Questa stratificazione — tomba, fortezza, prigione, residenza, museo — è la ragione per cui vale la pena fare la visita completa e non limitarsi alla terrazza: si attraversa duemila anni di funzioni diverse dello stesso muro.

Vale la pena tenere presente una cosa quando si guarda l'edificio da fuori: la mole cilindrica che si vede oggi è il nucleo del mausoleo romano, mentre le mura poligonali che lo racchiudono, i bastioni e il fossato asciutto appartengono agli interventi militari dei secoli successivi. È il motivo per cui la pianta risulta così strana: un cerchio antico dentro un quadrato moderno, con le funzioni difensive aggiunte man mano che le tecniche d'assedio cambiavano.

Il ponte, e quando venire

Davanti all'ingresso c'è Ponte Sant'Angelo, il ponte romano che Adriano fece costruire per raggiungere il suo mausoleo e che oggi è pedonale. Lungo i parapetti ci sono dieci statue di angeli di epoca barocca, ciascuna con uno degli strumenti della Passione. È il punto più fotografato di tutta la zona, e all'ora del tramonto si capisce perché.

Dal quartiere Gianicolense il modo più piacevole di arrivarci è combinare i mezzi e le gambe: tram fino a Trastevere, poi la passeggiata lungo il Tevere verso nord. Sono circa venti minuti di cammino in piano, con il fiume sempre a fianco, e si passa davanti all'Isola Tiberina e sotto i platani dei muraglioni.

Il centro di Roma a portata di tram

Casa Caterina Holiday House è a circa 3,4 km da Castel Sant'Angelo, nel quartiere Gianicolense: 79 mq luminosi per quattro ospiti.